



![]() La Sartiglia - Oristano | Durante il Carnevale la Sardegna esprime le sue tradizioni più antiche. I più famosi, sono quello di Mamoiada dove sfilano le maschere nere di legno dei Mamuthones, e la Sartiglia di Oristano, qui i cavalieri mascherati devono infilzare più stelle possibili, è considerato il carnevale più pittoresco dell’isola e tra i più interessanti da vedere in Italia. La musica sarda, protetta dalle influenze esterne, fa si che le tradizioni musicali isolane siano diverse da qualunque altra cosa nel pianeta e alimentano un panorama contemporaneo di vibrante bellezza. La tradizione musicale sarda risale a tempi antichi. Testimonianza ne è un bronzetto nuragico dell’VIII-VII secolo a.c., raffigurante un suonatore di launeddas, strumento polifonico a tre canne, utilizzato ancora oggi in processioni e balli. Il canto a Tenores, che non richiede accompagnamento musicale, è una polifonica a quattro voci maschili, solista, accompagnamento e mezza voce. Il ballo infine è il trait d'union tra feste religiose e sagre, legate all’agricoltura e alla pastorizia. A testa alta, con il corpo rigido, i ballerini si muovono a piccoli passi tenendo il corpo immobile. |
Molto importante è anche la tradizione tessile: sono famosi i costumi tradizionali sardi, molto colorati e ricchi di gioielli in filigrana, i tappeti di Mogoro e Samugheo, nonché tutto l’artigianato sardo che spazia dai cestini in vimini e gioelli in corallo di Castelsardo, ai coltelli di Pattada e al ricco artigianato presente su tutto il territorio.
La lingua sarda si fonda su quattro gruppi dialettali: il logudorese, il nuorese-barbaricino e il campidanese, a cui si aggiunge il gallurese, risultato dell’immigrazione dalla Corsica.
Particolari sono il dialetto di Alghero, molto simile al catalano, e quello di Carloforte (San Pietro) e Calasetta (Sant’Antioco) vicino al dialetto ligure.
Il sardo è una lingua derivata dal latino e rimane fedele alle sue origini.



